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Dimitri Lauwers e' un giocatore belga che ha giocato maggior parte della sua carriera in squadre italiane.
 
L’essere considerato uno specialista, nel tiro da tre nello specifico, ha rappresentato per te piu’ un vantaggio o uno svantaggio nel dipanarsi della tua carriera?
 

Diciamo che uno che tira bene dalla lunga distanza lo cercano sempre in tante squadre, quindi questa etichetta di tiratore mi ha permesso di giocare per tante buone squadre. Ma mi piace quando vengo riconosciuto per tutte le altre piccole cose che faccio, sopratutto quelle che si vedono solo dagli allenatori, addetti al lavoro o intenditori del gioco. Poi quest'anno, dopo la partenza del nostro play americano, ho avuto l'opportunità di far vedere qualità nel ruolo di point guard...

 

Sempre a proposito di tiri dalla lunga distanza sei d’accordo con me che anche in europa il tiro da tre andrebbe portato alla distanza della NBA?


Non mi piacciono certe regole NBA ma sono a favore di una palaccanestro uniformata, e quindi sarei per campi uguali dappertutto.

La tua esperienza italiana si concentra maggiormante sul territorio campano: Scafati, di cui sei stato anche capitano ed Avellino. Le persone che ti son rimaste piu’ amiche di questi due club e gli episodi che ricordi con maggior piacere?

Non voglio fare nomi delle persone che mi sono rimaste nel cuore in Campania perché sono davvero tante e non vorrei offendere nessuno se mi dimentico qualche nome.
Sei anni su dieci al sud infatti... Mi trovo bene ovunque ma è vero che vivere e giocare al sud è stato un esperienza unica. Anche se ora darei la mia priorità a Montegranaro per aiutarla a tornare grande, non escludo un ritorno verso giù! 

A Varese, invece, solo 16 partite ma ricche di ricordi ed emozioni. Raccontacele

A Varese era la mia seconda promozione dopo quella di Scafati, era speciale. Era un dovere riportare in A1 una squadra così blasonata. Ed ora invece rimane un onore aver indossato questa maglia proprio l'anno del traguardo.

Le differenze maggiori tra il campionato francese e quello italiano?

Si gioca più duro e fisico qui da noi, anche se i migliori atleti sono in Francia. Sul successo di Tony Parker in NBA hanno costruito generazione interessante di giocatori perché hanno limitato gli stranieri a 5 per squadra mentre qui ne abbiamo 7.

Qualche aneddoto relativo all’esperienza dell’Europeo 2011 con la nazionale belga?

Dal 2007 al 2010 abbiamo costruito un bel gruppo, anche molto competitivo secondo me. Nel 2010 ci siamo qualificati all Europeo che doveva essere con 16 squadre. Poi nel 2011 abbiamo avuto tutte le sfortune del mondo durante la preparazione e all'Europeo non abbiamo vinto una sola partita. Rimarra' una grossa delusione.

L’essere legato sentimentalmente ad una giocatrice di livelli internazionali di beach volley (Greta Cicolari ndr) ti facilita’ nel comunicare anche qualche delusione post partita?

Greta è una sportiva come me e fa poca fatica a capirmi. Sia dopo la vittoria che dopo la sconfitta o nei momenti difficili.  Mi ha aiutato tanto quando ho deciso di andare via da Avellino e ora invece, sono io a doverla aiutare un po' di più visto il trattamento che la sua federazione le ha riservato ultimamente.

Il coach che vorresti ringraziare per averti dato tanto e quello col quale non sei proprio riuscito a legare?

Ho avuto la fortuna di avere grandi allenatori come Recalcati, Pillastrini, Petrovic, Collet (Francia), Bauermann, Djurovic, Calvani, Valli, etc... ma è un fatto che Pancotto mi ha portato in Italia, mi ha portato ad Avellino e mi voleva a Barcellona Pozzo di Gotto... quindi tanto mi ha dato...

Il canestro piu’ bello e quello piu’ importante della tua carriera finora?

Mettere canestri decisivi è proprio il massimo e quelli li puoi mettere anche nel terzo o quarto quarto... ma se riesci a metterlo proprio all' ultimo secondo... è goduria. Ora mi viene in mente quello del derby campano con la maglia di Scafati.

 

intervista di Prospero Scolpini
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